SICUREZZA PARTECIPATA
DA PUBBLICO E PRIVATO

Un'Italia sicura grazie all'impegno di tutti i cittadini.

La Sicurezza è un bene e una necessità per tutti i cittadini. Le persone devono essere libere di vivere la loro routine quotidiana senza che nessuno minacci la loro incolumità. Inoltre, anche le proprietà delle persone devono essere protette da ingiusti danneggiamenti. Esiste poi una dimensione collettiva della sicurezza, che si realizza nella tutela dell’ordine pubblico. Non basta, infatti, la somma di tanti cittadini singolarmente protetti, se non vengono garantiti alcuni interessi collettivi come la legalità e l’ordine sociale. Il programma Sicurezza del Movimento Cinque Stelle vuole essere un percorso di comprensione e condivisione di tematiche molto delicate, in un mondo in cui le minacce sono in continua evoluzione, e non sempre visibili, come la minaccia cyber.
Hanno votato per il programma Sicurezza 20.239 iscritti certificati che hanno espresso 133.910 voti.

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Il percorso del programma su Rousseau

La Sicurezza è un bene comune

Siamo consapevoli della delicatezza del tema, che da una parte identifica una delle primarie esigenze dei cittadini e dall'altra parte mette in discussione principi fondamentali della comunità nazionale. Questi aspetti ci motivano con forza a voler costruire, con partecipazione e competenza, un piano efficace ed equilibrato che rispetti esigenza di sicurezza e privacy e libertà garantite dalla Costituzione.

I punti del programma votati dagli iscritti

1.Sicurezza partecipata

La sicurezza non è imposta dall’alto, ma è un bene di tutta la collettività̀ e, ognuno nell’ambito del ruolo sociale rivestito, può̀ concorrere al suo mantenimento. La sicurezza assolve alla duplice funzione repressiva e preventiva ed è nell’ambito di queste due dimensioni che il cittadino partecipa alla produzione di un bene a lungo ritenuto prerogativa esclusiva dello Stato e non ne è più semplice destinatario.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 20.239 iscritti che hanno espresso:
17.272 SI
2.967 NO
2.La Sicurezza dello spazio cibernetico

La rapida evoluzione delle tecnologie ha infatti avuto un profondo impatto sulla nostra società e sulle nostre vite. La presenza di reti wireless a cui si può accedere praticamente ovunque ha incoraggiato la diffusione capillare di dispositivi in grado di connettersi alla rete: dai tablet ai cellulari fino ai più recenti wearable devices, oggetti tradizionali come l'orologio o gli occhiali che possono connettersi al web. Ma collegarsi alla rete, oltre a permettere l'accesso a una mole enorme di informazioni e possibilità rende anche i nostri dispositivi potenzialmente vulnerabili, con tutto quello che contengono, dai dati personali, ai profili sui social network, fino agli accessi ai servizi di online banking.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 20.162 votanti.
Dettaglio delle preferenze:
- Per disciplinare forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati informatici, al fine di garantire una maggiore sicurezza dell'intero sistema paese. 8.957
- Per stanziare maggiori risorse pubbliche nell'ambito della cyber security. 7.338
- Per misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza. 3.867
3.Sicurezza e libertà

Sicurezza e libertà sono da annoverarsi tra i fondamenti di una civiltà democratica. Queste due variabili vengono spesso considerate l'una in opposizione all'altra, ma in realtà sono finemente complementari. Il rapporto tra sicurezza e libertà non è quindi così scontato. E non è vero che all’aumentare dell’uno diminuisce l’altro e viceversa. Sono due variabili assai complesse in grado di influenzarsi a vicenda, ma che a loro volta subiscono l'influenza di vari e molteplici fattori, come cultura e formazione.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 20.238 votanti.
Dettaglio delle preferenze:
- La tutela della sicurezza collettiva 12.901
- La tutela della privacy e delle libertà personali 7.337
4.Riorganizzazione delle forze dell'ordine

A presidio del nostro Paese ci sono le Forze del comparto difesa e del comparto sicurezza, rispettivamente rispondenti al Ministero della Difesa e al Ministero dell’Interno; del primo fanno parte l’Esercito, la Marina militare e l’Aeronautica militare, tutti a ordinamento militare; del secondo fanno parte la Polizia di Stato – organizzata al suo interno in reparti speciali -, i vigili del fuoco, entrambi a ordinamento civile e anche la Guardia di finanza e la Polizia penitenziaria, le cui caratteristiche saranno meglio specificate nel prosieguo del testo. Esercito, Marina e Aeronautica, ciascuno con i propri reparti speciali, sono preposti alla difesa del territorio, dello spazio aereo e delle acque dello Stato; mentre il comparto sicurezza svolge funzioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di soccorso pubblico. Una menzione a parte meritano i Carabinieri, i quali hanno la peculiare connotazione di Forza militare di polizia a competenza generale, in quanto svolgono sia funzioni militari che funzioni di polizia e, nell’ambito di ciascun Dicastero, è costituito un reparto speciale dell’Arma che assolve alle relative funzioni (tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale, del lavoro, del settore agroalimentare, rispetto delle leggi speciali sull’emigrazione); a seconda delle mansioni di volta in volta svolte, i Carabinieri dipendono dal Ministero della Difesa, dell’Interno o dagli altri.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 19.641 votanti che hanno espresso 35.554 preferenze .
Dettaglio delle preferenze:
- SÌ, accorpando Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, e trasformando le attuali qualifiche esclusive di ciascun soggetto in nuove specialità in seno alla nuova ed unica Forza di Polizia. Con l'eccezione della Polizia Militare che verrebbe devoluta ad apposito soggetto in seno alle Forze Armate. 10.081
- Non accorpamento, ma modello Francese: nei centri urbani maggiori solo la Polizia di Stato e nei centri urbani minori la sola Arma dei Carabinieri. 8.184
- Non accorpamento, ma distribuzione esclusiva per provincia indipendentemente dalla grandezza. Ogni provincia è destinata in maniera esclusiva alla presenza di una delle due forze di polizia, le quali tuttavia avrebbero nelle rispettive province di competenza le stesse specificità, mentre la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria conserverebbero specificità e organizzazione territoriale attuali. 7.022
- Sì, due nuove Forze di Polizia. 5.985
- No e non deve cambiare nulla. 4.282
5.Il futuro della Polizia Locale

Per sicurezza integrata si intende l'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali; la sicurezza urbana è definita come il bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso il contributo congiunto degli enti territoriali attraverso interventi di: riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati; prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; promozione del rispetto della legalità; più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 18.697 votanti
Dettaglio delle preferenze:
- SI, ritengo che vada distinto il ruolo e soprattutto la funzione del Poliziotto Locale dagli altri dipendenti dell'ente, privi di qualifiche di Polizia Giudiziaria, Pubblica Sicurezza e Polizia Stradale (di cui invece è titolare il vigile urbano) e quindi che il rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico come tutte le altre figure in uniforme che hanno la prerogativa di tutelare i cittadini e far rispettare le leggi. 12.207
- NO, ritengo che il ruolo dei "Vigili Urbani" non attenga ad una funzione di polizia, ma vada limitato ad un ruolo sanzionatorio a vantaggio dell'ente locale di riferimento (Comune, Provincia o Città Metropolitana) con un contratto identico agli altri impiegati pubblici. 6.490

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