AGRICOLTURA SOSTENIBILE


IL RILANCIO DELL'ECCELLENZA ITALIANA

Tra politiche europee ed esigenze del territorio

I numeri dell’agricoltura dimostrano che, per produrre economia, non si può prescindere dal capitale umano. Ogni giorno milioni di persone ed imprese sono impegnate in Europa ad assicurare elevati standard di sicurezza alimentare, metodi di produzione sostenibili ed inclusivi. Una ricchezza, quella dell’agricoltura, che si basa, prima ancora che sul risultato, sulla valorizzazione della persona e delle sue personali capacità, da migliorare e sviluppare in contesti di solidarietà e condivisione sempre a contatto con la terra. Perché è la terra il fattore comune intorno al quale nascono progettualità, imprenditorialità ed esperienza ed è sempre la terra ad insegnare il senso ed il valore della coesione sociale. Per questo, un’agricoltura che intende proporsi come modello per uno sviluppo inclusivo e promotore dell’uguaglianza, deve necessariamente rispettare il lavoro di chi opera direttamente sul campo, di chi esercita attivamente il mestiere dell’agricoltore. Occorre, a tal fine, incentivare e sostenere anche i giovani nel percorso di valorizzazione dell’agricoltura in un’ottica di ricambio generazionale propositivo e innovativo capace di generare talenti e attrarre risorse.
Hanno votato in 20.114 che hanno espresso173.532 preferenze.

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Il percorso del programma su Rousseau

Agricoltura in rilancio, tra Europa e territorio

Il comparto agricolo ha bisogno di un cambio di rotta, una rivisitazione del paradigma voluto dalla Ue e accolto spesso dal Governo. La tutela delle eccellenze agricole dovrà passare necessariamente da posizioni più forti in Europa per imporre l'esigenza di una etichettatura trasparente e che specifichi la provenienza delle materie prime nonché da azioni volte alla stigmatizzazione di ogm e nuove biotecnologie che darebbero potere immenso alle multinazionali. A livello nazionale invece la politica deve avere come primo obiettivo il territorio e le attività produttive ad esso legate. In questo senso, è necessario integrare le misure di sostegno all’agricoltura, in specie quelle di sviluppo rurale, con interventi espressamente finalizzati a realizzare obiettivi d’interesse generale, quali la tutela del paesaggio, la difesa degli assetti idro-geologici e la sicurezza alimentare. Vogliamo dare nuova linfa ai produttori, oggi vessati nei rapporti con la Gdo, attraverso politiche di prezzo che garantiscano la copertura de costi e politiche strutturali che migliorino la filiera che deve essere corta e trasparente. Attraverso piani nazionali di sviluppo nei vari settori, sia strategici che per quelli definiti secondari, le potenzialità di crescita del settore saranno espresse in maniera efficiente con ricadute positive anche sul mercato del lavoro.

I punti votati dagli iscritti

1.Promozione di prezzi equi per i prodotti primari
L'agricoltura rappresenta il 2,1% del Pil ma sta attraversando una fase delicata. Una delle cause risiede nelle distorsioni di filiera, che vedono uno sbilanciamento del potere negoziale degli agricoltori rispetto alla grande distribuzione organizzata (GDO). Questo a discapito del comparto produttivo territoriale, che subisce un andamento al ribasso dei prezzi, ed evidenzia la difficoltà delle imprese agricole nella copertura dei costi. E' necessario rivedere le regole del sistema di produzione e distribuzione per riportare la bilancia in favore dei produttori agricoli e della tutela dei consumatori. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 20.114 iscritti.
Dettaglio delle preferenze:
- Promozione della filiera corta a chilometro utile 8280
- Limitazione dell'importazione selvaggia 6066
- Filiera trasparente 4550
- Aggregazione tra soggetti 1218
2.Settori principali e piani strategici nazionali
Il fabbisogno nazionale di beni alimentari, con la trasformazione di materie prime, spesso non è sufficientemente supportato. In un anno poco felice come il 2016 il comparto olivicolo ha visto una produzione ridotta del 38%, con la conseguenza che la domanda potrà essere soddisfatta solo per i primi sei mesi dell'anno costringendo i produttori ad attingere a materie prime o ad olio di provenienza estera, con l’inevitabile rincaro dei prezzi. Stesso discorso per gli altri settori di primaria importanza, come quello cerealicolo per la produzione del grano.
I piani strategici nazionali rappresentano uno degli strumenti in grado di consentire la programmazione di misure volte ad incentivare la produzione: attraverso la razionalizzazione degli impianti esistenti, lo studio di nuovi sistemi colturali e la tutela ambientale. Misure che consentono strategie produttive e commerciali tutelanti nel breve, medio e lungo periodo. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 19.551 iscritti.
Dettaglio delle preferenze:
- Il piano olivicolo nazionale 11177
- Comparto lattiero caseario 8968
- Allevamenti 8582
- Il piano cerealicolo nazionale 8126
- Comparto Ittico e Acquacoltura 6776
- Comparto vitivinicolo 5715
- Silvicoltura e aree forestali 4595
- Il piano proteico nazionale 2890
- Il piano della filiera della frutta in guscio 1496
3.Etichettatura e tutela del “Made in Italy”
Una corretta e trasparente etichettatura si traduce in una maggiore tutela dei consumatori e in una salvaguardia più accurata delle eccellenze, con il mantenimento della libertà di una scelta consapevole. In materia di etichettatura la UE fa la voce grossa e la linea politico legislativa è lontana dalle esigenze dei paesi dalle eccellenze produttive in campo agricolo, sottostando a logiche lobbistiche a livello aziendale e di potere a livello politico in un'ottica di standardizzazione che fa maggiore gioco ai paesi del Nord Europa. In particolare il codice doganale prevede che il paese di origine dei prodotti si debba considerare quello di ultima trasformazione, senza obbligo di apporre in etichetta la provenienza delle materie prime. Per questo motivo la UE ha sostanzialmente parcheggiato la legge 4/2011 con tanto di minaccia di infrazione proprio perché prevedeva l'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 19.828.
Dettaglio delle preferenze:
- In etichetta è necessario apporre anche la provenienza delle materie prime 19444
- Costituisce sufficiente tutela apporre in etichetta solo l'ultima trasformazione per definire un prodotto di provenienza italiana 384
4.Politica Agricola Comune (PAC)
La PAC costituisce (e costituirà) la principale fonte finanziaria a sostegno dell’agricoltura. Circa il 35% del bilancio della UE viene destinato al settore agricolo. I fondi vengono però suddivisi sulla base di alcuni pilastri che hanno la necessità di essere rivisti in quanto non corrispondenti a logiche legate alla produttività, ma a quelle dettate dal commercio avente come faro la WTO. Il modello è quello industrializzato e globalizzato che mal si sposa con la centralità dell'agricoltura per l'economia e il territorio. Un modello alternativo invece sarebbe quello di ripartire dallo sviluppo territoriale che consenta un benessere diffuso locale attraverso la valorizzazione delle risorse locali. Le imprese devono essere messe nelle condizioni di esprimere multifunzionalità, non limitandosi al compitino per l'intercettazione dei fondi, ma per la costituzione di un modello che inverta la tendenza attuale. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.510.
Dettaglio delle preferenze:
- Operare per una significativa riforma della PAC al fine di depurarla delle principali criticità attuali, rendendola meno vincolata alle regole del WTO e, quindi, più controllabile democraticamente 10734
- Operare per una significativa integrazione tra la PAC e le politiche nazionali che possono concorrere a rafforzare il ruolo dell'agricoltura ai fini dello sviluppo 7776
5.I Trattati di libero scambio
I trattati di libero scambio negoziati dalla Commissione Europea constano spesso di una segretezza anche sugli indirizzi politici, che spesso si dimostrano poi non a tutela dei consumatori e delle realtà socio economiche degli Stati membri del sud Europa. TTIP e CETA, ma anche i trattati bilaterali con i Paesi del Mediterraneo o il tentativo sulla liberalizzazione degli investimenti con la Cina, partono da presupposti spesso sconosciuti ai parlamenti nazionali. I trattati vengono sostanzialmente imposti, alla fine dell'iter, agli organi collegiali democraticamente eletti. La Commissione Europea segue proprie logiche in favore delle multinazionali come nel caso degli OGM senza dare voce ai cittadini nemmeno attraverso i propri rappresentanti. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 19.260.
Dettaglio delle preferenze:
- I trattati di libero scambio devono essere considerati misti e quindi devono essere ratificati dai parlamenti nazionali 17893
- Alla Commissione Europea deve rimanere la prerogativa di decisione sui trattati di libero scambio 1367
6.IMU Agricola e agevolazioni fiscali
Gli imprenditori agricoli italiani sono oberati da una serie di adempimenti burocratici che spesso scoraggiano i giovani nell’avviare un’impresa o i veterani a continuare a portarla avanti con danni non solo per l’economia ma anche per la tutela del territorio. L’accesso al credito è farraginoso e così pure quello ai fondi PAC. Ulteriore complicazione è data dagli adempimenti burocratici per attingere alla collaborazione dei lavoratori stagionali. Il governo Renzi, inoltre, aveva riesumato l'IMU agricola per coprire parte di quei fittizi 80 euro che il MoVimento 5 stelle ha saputo però ostacolare e far abolire. Ora però si apre una ulteriore disputa. La legge di stabilità 2016 esclude dal pagamento dell'IMU i proprietari terrieri che siano Coltivatori Diretti o Imprenditori Agricoli Professionali; non tiene conto però che tali soggetti possono avere terreni in affitto o in comodato d'uso sui quali, indirettamente, tramite l'affitto, ricade il costo dell’IMU. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.712.
Dettaglio delle preferenze:
- Tutti i terreni agricoli 10983
- I terreni coltivati da Imprenditori Agricoli Professionali e i Coltivatori Diretti sia di proprietà che in affitto 7729
7.Altri settori in difficoltà
Apistico, brassicolo, fungicolo e ippico sono settori considerati, non giustamente, secondari. Da un lato offrono opportunità di sviluppo sostenibile e di lavoro, dall'altro però non godono di tutele e sono spesso soggetti a speculazioni o scarse politiche di sostegno. Il risultato è che pur essendo importanti per il mantenimento della biodiversità e per un miglioramento della qualità produttiva, l'assenza di salvaguardia espone questi mercati produttivi all'orda dell'importazione senza garanzie di qualità (apistico), alla perdita di quote di mercato e redditività per le famiglie (ippico e brassicolo) e l'apertura del mercato nero (fungicolo). Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.783.
Dettaglio delle preferenze:
- Settore apistico14572
- Tartufi e funghi 1478
- Settore Brassicolo (Birra) 1475
- Settore ippico 1258

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AGRICOLTURA DEL MOVIMENTO 5 STELLE

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